Latte: Divorzi e tecnologie, quanti danni ai bambini

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Latte: Divorzi e tecnologie, quanti danni ai bambini

Latte: Divorzi e tecnologie, quanti danni ai bambini

“Genitori e insegnanti sono oggi più informati e consapevoli dei problemi dell’infanzia. Credo che si spieghi così la sempre maggiore richiesta di interventi del neuropsichiatra infantile”.

Francesca LatteMedico Chirurgo, specialista in Pediatria e in Neuropsichiatria Infantile, è da anni impegnata nello studio dei disturbi che interessano bambini e adolescenti. Opera al San Paolo Medical Center di Napoli, in stretta collaborazione con Giuseppe Speciale, psicologo e psicoterapeuta. “Mi occupo della psicodiagnosi, poi, a seconda dei casi e del problema specifico, indirizzo il paziente e la sua famiglia dal professionista del nostro staff che può seguirlo meglio e più da vicino”.

Dottoressa, sempre più genitori di bambini, e minori più in generale, sono costretti a ricorrere a specialisti. Fino a qualche anno fa c’era più ignoranza o questo tipo di patologie si è particolarmente diffuso solo di recente?

“Fino ad una quindicina di anni fa si tendeva più a nascondere, a non affrontare le questioni e, magari, si arrivava tardi ad una diagnosi. I ragazzi, spesso e volentieri, erano etichettati come particolari, difficili, senza indagare fino in fondo. Oggi c’è sicuramente più consapevolezza, ed è molto importante, perché arrivare a un’età adulta senza affrontare alcuni scompensi può essere pericoloso, può complicare notevolmente l’inserimento nella società.

Come si fa a capire quando un proprio figlio ha dei problemi più o meno seri?

Non è sempre facile, anche un semplice disturbo del linguaggio, sul quale si tende a sorvolare, può nascondere un’altra serie di problemi. Un bambino, infatti, potrebbe parlare male per una lunga serie di patologie, senza contare i risvolti psicologici che può avere un disturbo del linguaggio. Basta poco per finire isolati e sbeffeggiati dai compagni di classe. Affrontare e risolvere al più presto questi problemi, laddove è possibile, vuol dire preparare un bambino al migliore inserimento tra i pari in vista magari dell’inizio della scuola dell’obbligo.

Quanto incide la crisi della famiglia sulla crescita di un bambino? I divorzi sono da tempo all’ordine del giorno.

Sicuramente la crisi della coppia, l’aumento del numero di divorzi e separazioni incide profondamente sui bambini che si trovano ad affrontare problemi molto pesanti e di complessa gestione. Sono in genere tristi e malinconici per la perdita, spesso improvvisa, di un punto di riferimento. Cala il loro rendimento scolastico, si complicano le relazioni sociali, senza contare eventuali problemi e disturbi psico-fisici, come la bulimia, l’anoressia o gli stati d’ansia.

Come si gestiscono queste situazioni?

Bisogna lavorare tutti insieme, ognuno ha un ruolo importante nel percorso di recupero di un bambino. La presenza e le parole di un’insegnante, ad esempio, sono fondamentali per individuare il bambino che sta vivendo un disagio. Il primo riferimento è naturalmente la famiglia, ma il vecchio e saggio detto che ci si può separare come coppia, ma non come genitori, purtroppo non sempre viene tenuto in considerazione dai genitori separati, ed in questi casi il bambino può essere allo sbaraglio privo di qualsiasi adulto di riferimento che si preoccupi di salvaguardare la sua crescita.

Anche l’abuso delle tecnologie è un altro pericolo per i più piccoli?

Non c’è dubbio, i danni da tecnologie sono preoccupanti. La dipendenza da internet incide notevolmente sul livello di concentrazione e di attenzione, senza contare i problemi alla vista o i casi di epilessia. Ma le nuove tecnologie compromettono spesso anche una corretta formazione. Il bambino ha la sensazione di conoscere e sapere tutto, ma in realtà opera in maniera talmente superficiale e frenetica che gli resta davvero poco di quello che studia.

Come si gestisce il rapporto dei bambini e dei ragazzi con le tecnologie?

Ci vuole attenzione, non bisogna mai abbassare la guardia. E’ inquietante la tendenza di certi genitori a lasciare i figli da soli davanti ad un computer o ad una televisione per ore, con il rischio di abbandonarli alla visione di film o di cartoni animati violenti e/o non adatti alla loro età. Una volta c’erano programmi giustamente vietati, oggi non è più così. Un bambino, non controllato adeguatamente, può accedere a qualsiasi tipo di film o visione violenta che poi tende a trasferire nella vita reale. E’ un circolo vizioso dal quale è poi difficile uscire senza danni e scompensi.

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