DISTURBI DEL LINGUAGGIO


Si parla di DSL "espressivo" se è prevalentemente compromessa la capacità di parlare, invece trattasi di DSL "misto" se è compromessa anche la capacità di comprensione del linguaggio.

I punti importanti da considerare sono quanto e come il bambino sappia capire il linguaggio dell’adulto (comprensione verbale,) l’ampiezza del vocabolario espressivo e la costruzione di frasi, lo sviluppo fonologico ovvero la capacità di produrre suoni variabili e differenziati.

Questi sono gli elementi che condizionano la prognosi del ritardo; se dopo i 36 mesi questi parametri non si sono modificati, allora il rischio di strutturare un disturbo del linguaggio aumenta con forte possibilità ed è utile intraprendere un percorso riabilitativo individuale o di gruppo.

Il lavoro deve essere fatto su tutte le competenze di sviluppo del bambino in quanto il linguaggio è comunque una funzione interconnessa con tutte le altre.

Perché si possa dire che un bambino abbia un ritardo e non un disturbo del linguaggio, bisogna che non abbia contemporaneamente un ritardo cognitivo o “relazionale” o semplicemente sensoriale (dell’udito) e che non sia vissuto in un ambiente carente da un punto di vista sociale o ambientale.

La diagnosi è di competenza di un’equipe (neuropsichiatra infantile, psicologo, logopedista) che valuta il bambino osservandolo in tutte le aree di sviluppo. In caso di allarme (è sempre necessario un esame dell’udito) il pediatra chiederà una visita specialistica in quanto una diagnosi precoce fa la differenza nella risoluzione del disturbo e/o del ritardo.