AUTISMO E DISTURBI DELLO SPETTRO AUTISTICO


L’autismo è un disturbo del neurosviluppo che esordisce molto precocemente nel bambino.


Il bambino autistico giunge dal neuropsichiatra infantile in quanto i genitori sono preoccupati per la sua mancanza di interesse nell’integrazione sociale. In una minoranza dei casi viene riferito che il bambino ha avuto uno sviluppo normale nel 1° o anche nei primi 2 anni di vita.
La capacità di linguaggio ed il livello intellettivo sono i fattori che più fortemente condizionano la prognosi definitiva.

Non esiste un unico intervento specifico ed il percorso terapeutico si fonda su una scelta in itinere degli obiettivi da raggiungere e quindi degli interventi da attivare (logopedia, neuropsicomotricità, terapie educative).

Il successo della riabilitazione è basato sulla integrazione tra neuropsichiatra infantile, scuola e famiglia. I programmi riabilitativi individuali sono stati formulati seguendo le linee guida nazionali ed internazionali.

Disturbi dello Spettro Autistico

Fanno parte di questo gruppo la Malattia di Asperger e il Disturbo Generalizzato dello Sviluppo Non Altrimenti Specificato.

Malattia di Asperger
E' considerata una forma dello spettro autistico " ad alto funzionamento". Gli individui portatori di questa sindrome presentano una persistente compromissione delle interazioni sociali, schemi di comportamento ripetitivi e stereotipati, attività ed interessi molto ristretti. Diversamente dall'autismo classico, non si verificano significativi ritardi nello sviluppo cognitivo né nello sviluppo del linguaggio.

Disturbo Generalizzato dello Sviluppo Non Altrimenti Specificato
Ha un esordio prima dei 3 anni ed è caratterizzato da anomalie nell'interazione sociale, compromissione della comunicazione verbale e repertorio limitato di interessi ed attività. Per questo disturbo non esiste uno schema terapeutico unico.

Può essere utile il ricorso alla farmacoterapia nel controllo delle problematiche comportamentali (aggressività, stereotipia, iperattività) oppure il ricorso ad interventi abilitativi, (neuropsicomotricità, logopedia, terapia occupazionale, trattamento cognitivo comportamentale). Pur tuttavia anche se si possono ottenere sensibili modificazioni in termini di apertura alla relazione, arricchimento del linguaggio, riduzione dei disturbi comportamentali, una notevole percentuale dei casi trattati presenta una prognosi severa.